
Una rivoluzione gentile, umana. Senza Cri l’ha invocata nel suo monologo a Le Iene.
L’artista, reduce dall’esperienza televisiva di Sanremo Giovani, nella puntata di ieri sera del programma Mediaset ha parlato di identità di genere e del coraggio di essere se stessi. Al secolo Cristiana Carella, Senza Cri ha condiviso pensieri molto personali che, oggi, sui social commuovono e fanno riflettere.
“Sapete cosa hanno in comune la mia identità e la musica? Anche chi non ne sa niente ne parla. Sono una persona non binaria e i miei pronomi sono il neutro e il maschile. L’identità di genere di una persona non binaria si colloca al di fuori della dicotomia maschile-femminile“, ha dichiarato in apertura del discorso. Crescere con questa consapevolezza non è stato sempre facile: “L’innocenza mi portava a vivere e basta. Ma più crescevo e più c’era qualcosa da spiegare. Come se la mia esistenza non potesse essere motivabile in quanto viva, ma in quanto lecita. E quando il corpo cambiava, l’anima si faceva più piccola e chiedeva pietà. Ho stretto il petto fino a farmi male. E mi dicevano, ma così respiri? Ed io non conoscevo altro modo”.
Senza Cri ha, poi, sottolineato: “Solo chi conosce il peso dello sguardo degli altri si premura di non far mai piangere un paio di occhi. Credevo di essere un problema e mi chiedevo, ma perché non posso essere una pecora bianca? Poi ho capito che essere l’anomalia, la pecora nera, era una responsabilità fatta di sofferenze, ma anche un percorso verso il futuro, il mio”.
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E, a tal proposito, ha aggiunto: “E se la domanda è, ah è in un binario, e su che binario viaggia? Io viaggio sul mio, verso una stazione in cui aspetto agli arrivi una società che ha voglia di fare una rivoluzione gentile, umana davvero“.
“Io sono Senza Cri e ho paura, ma anche coraggio. Il coraggio di non lasciare indietro nessuno, di ammettere che esisto, che sono. E quando finiranno le parole, quando finirò anch’io, continuerò a parlare tutto quello per cui vivo. La musica”, ha concluso.
Sui social, all’indomani della finale di Sanremo Giovani, molti utenti si erano chiesti se il fatto che Carlo Conti si fosse rivolto a Senza Cri chiedendo “Pronto?” prima della performance di “Spiagge”, il suo singolo, fosse stato un errore. Il conduttore ha solo rispettato la sua volontà.
“Spiagge” è una synth ballad che racconta l’amore con una scrittura delicata e un’armonia che cresce in modo naturale. L’apertura al pianoforte introduce un’atmosfera intima e sospesa, lasciando che la voce trovi il suo spazio e accompagni chi ascolta dentro la storia.