
Un 29enne di origine marocchina è stato arrestato a Bergamo con l’accusa di aver ricattato e minacciato almeno quattro uomini conosciuti sull’app di incontri Grindr. L’uomo usava profili falsi per adescare le vittime, tutte della comunità LGBTQIA+, per poi estorcere denaro con minacce fisiche e psicologiche, tra cui l’outing forzato.
Il suo modus operandi prevedeva incontri in cui sottraeva le chiavi dell’auto, usava spray urticante o coltelli e pretendeva tra i 100 e i 200 euro. Fondamentale alla sua identificazione è stata la denuncia di Dominguel Radesca, attivista LGBTQIA+, aggredito e derubato davanti al suo locale. Le telecamere di una banca hanno fornito prove decisive.
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Dopo la sua denuncia, anche altre vittime hanno trovato il coraggio di parlare, rivelando un sistema basato sulla paura e sulla vulnerabilità di chi non ha fatto coming out. La polizia invita eventuali altri coinvolti a farsi avanti. Il caso solleva preoccupazioni sulla sicurezza nelle app di incontri e sul crescente rischio per le persone LGBTQIA+.
Il 29enne dovrà rispondere di estorsione aggravata e minacce. Le indagini proseguono per verificare l’esistenza di complici o altre vittime.
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