
In occasione dell’inizio dei Giochi Olimpici Invernali, Milano apre le porte alla Pride House Milano, uno spazio di incontro, confronto e celebrazione dei diritti della comunità LGBTQIA+, ospitato al MEET Digital Culture Center (viale Vittorio Veneto 2). Dal 6 al 22 febbraio, la città potrà vivere le Olimpiadi in tempo reale all’interno di un luogo aperto e inclusivo, tra sport, cultura, arte e dialogo.
Inserita ufficialmente nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, la Pride House si propone come un hub urbano capace di unire la passione sportiva alla sensibilizzazione sui diritti civili, attraverso incontri con atleti e ospiti internazionali, spettacoli teatrali, cinema, arte e momenti di approfondimento.
Il programma di apertura
Il primo appuntamento è fissato per sabato 6 febbraio. I biglietti per la cerimonia inaugurale dei Giochi sono introvabili, ma dalle 20.00 lo show di apertura verrà proiettato in diretta nel Teatro del MEET. A seguire, uno spettacolo musicale contro ogni forma di barriera, in cui cori LGBTQ+ dialogheranno con cori di persone migranti, dando vita a un momento di condivisione e inclusione.
Domenica 7 febbraio, sempre dalle 20.00, Pride House Milano presenta “Sempre Liberз”, una serata dedicata alle arti performative queer: danza, teatro, stand-up comedy, musica, letture e lirica. La direzione artistica è affidata a Michele Di Giacomo, affiancato alla conduzione da Dora delle Nina’s Drag Queens, per un’edizione speciale che intreccia sport e inclusione. Tra gli ospiti annunciati, Mille, Matteo Fallica e la Dogma Theatre Company.
Una tradizione internazionale
Da Vancouver 2010 a Parigi 2024, fino a Milano-Cortina 2026, le Pride House rappresentano una realtà consolidata nei grandi eventi sportivi internazionali: spazi sicuri e visibili, pensati per dimostrare come lo sport possa essere un potente strumento di consapevolezza, relazione e diritti.
Le parole di Arcigay
Per Gabriele Piazzoni, Segretario Generale di Arcigay, le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono «un’occasione straordinaria per ribadire che lo sport deve essere uno spazio di inclusione, rispetto e pari dignità». La Pride House, sostenuta da Arcigay, assume quindi un valore simbolico e politico fondamentale, come strumento concreto contro discriminazioni e stereotipi.
Sulla stessa linea Marco Arlati, delegato sport nella Segreteria nazionale di Arcigay, che sottolinea come in Italia fare coming out nello sport resti ancora difficile, a causa di pregiudizi e mancanza di tutele chiare. Le Olimpiadi diventano così un’occasione per accendere i riflettori sulle lacune ancora presenti e per difendere i diritti, soprattutto in un contesto internazionale segnato da crescenti politiche transfobiche.
Un luogo aperto alla città
Nel cuore di Milano, durante i Giochi, la Pride House sarà un punto di riferimento per vivere le emozioni olimpiche, ma anche un laboratorio di idee su inclusione, welfare sportivo e diritti umani.
Tutte le iniziative sono a ingresso gratuito, con prenotazione online. Un segnale chiaro: lo sport, quando è davvero universale, non lascia nessuno indietro.