Messina, Claudio pestato a sangue perché gay: “Sono vivo grazie all’intervento di una signora”

Messina, Claudio pestato a sangue perché gay: “Sono vivo grazie all’intervento di una signora”

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Ci troviamo a Messina, nei pressi di viale della Libertà dove, il 13 novembre scorso, alle ore 20.30 Claudio, un ragazzo di 33 anni, è stato aggredito da un gruppo di balordi.

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Non ho avuto il coraggio di dirlo prima – confessa Claudio a SPYit.it – ho avuto paura e non me la sono sentita di dirlo a nessuno“. Claudio ha 33 anni, è nato a Messina e da pochi mesi vive e lavora a Roma come parrucchiere.

Ero uscito da lavoro e stavo rientrando a casa – racconta il 33enne – ad un certo punto, mentre camminavo a piedi, sentii delle frasi omofobe alle mie spalle ma feci finta di nulla e continuai a camminare”.

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Fr*cio di merda“, “Brutto ricchi*one” sono solo alcune delle frasi che Claudio si sentii dire quella sera fino a quando, sente arrivare un calcio alle sue spalle: “Erano in due, uno mi diede un calcio alla schiena mentre l’altro mi blocco le braccia – continua il racconto – mi presero a calci e pugni e credo di essere salvo solo perché intervenne una signora da un balcone gridando. La signora mincciò i due ragazzi di chiamare la Polizia e così loro mi buttarono per terra e scapparono via”.

Purtroppo non riuscii a vederli bene in faccia ma erano ubriachi e, forse, drogati, ed erano giovani, sui 20 anni circa” racconta Claudio.

Non ho raccontato nulla fino ad oggi perché non potevo – dichiara Claudio – prima la mia famiglia non sapeva nulla di me, in questi mesi le cose sono cambiate ed ho cambiato anche città. A Roma mi sento più sereno e tranquillo anche se ultimamente si sentono aggressioni omofobe troppo spesso”.

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