
Tra gli artisti che detengono il record assoluto di rifiuti al Festival di Sanremo, i Jalisse occupano senza dubbio il primo posto. Fabio Ricci e Alessandra Drusian hanno collezionato ben 29 esclusioni nel corso degli anni da parte dei diversi direttori artistici. L’ultima bocciatura, in ordine di tempo, è arrivata da Carlo Conti, chiamato a guidare l’edizione 2026 della kermesse.
Nonostante l’ennesima delusione, il duo vincitore di Sanremo 1997 non si è arreso e ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti ospite di Caterina Balivo nel programma La Volta Buona. In studio, i Jalisse hanno anche presentato uno dei brani inviati a Carlo Conti per la selezione, spiegando di averne proposti tre complessivamente.
Il brano bocciato da Conti arriva in tv
«Questa è Taratata, è uno dei tre brani che abbiamo presentato», ha raccontato Fabio Ricci, lasciando intendere che gli altri due titoli resteranno per ora segreti. «Uno in particolare l’abbiamo blindato, lo teniamo forse per l’anno prossimo, ma non è detto», ha aggiunto Alessandra Drusian, alimentando la curiosità su un possibile nuovo tentativo in futuro.
Il duo si è quindi esibito dal vivo sulle note di Taratata, ricevendo subito i complimenti della padrona di casa Caterina Balivo, che ha sottolineato la freschezza del brano e la determinazione degli artisti.
I @Jalisseofficial cantano per la prima volta a #LVB “Taratata”, il loro brano escluso da #Sanremo2026 pic.twitter.com/9lpGtUcLNv
— La Volta Buona (@voltabuonarai) December 15, 2025
La promozione del critico musicale
A rafforzare la discussione è intervenuto anche Paolo Giordano, critico musicale e presenza storica del Festival di Sanremo, oltre che conduttore del podcast Pezzi Dentro la Musica. Il suo giudizio è stato netto e sorprendente: secondo Giordano, Taratata è una canzone assolutamente competitiva.
«Io non so quante canzoni effettive del Festival di Sanremo 2026 saranno migliori di questa», ha dichiarato il giornalista, sottolineando come il brano abbia un testo attuale e perfettamente in linea con il pubblico di Rai Uno. «Non ci vedo niente di male, è una canzone indovinata. Penso che in passato ci siano stati dei pregiudizi su di loro», ha aggiunto.
Giordano ha poi evidenziato come, con qualche aggiustamento nell’arrangiamento e con suoni più accattivanti, Taratata potrebbe addirittura migliorare e trovare facilmente spazio in un contesto come quello sanremese.
Un caso che fa discutere
Ancora una volta, il caso Jalisse riaccende il dibattito sulle scelte artistiche del Festival e sui criteri di selezione. Dopo 29 rifiuti, la sensazione è che la loro storia con Sanremo sia diventata ormai un simbolo di resistenza, capace di dividere pubblico e addetti ai lavori. E mentre Taratata raccoglie consensi fuori dall’Ariston, resta aperta una domanda: Sanremo può davvero permettersi di ignorarli ancora?