
Di Stefano Di Capua
Vivere o morire? Non è un quesito amletico né un dubbio esistenziale.
Negli ultimi anni, l’utopica possibilità di sconfiggere l’oblio eterno si è fatta concreta opportunità. La crioconservazione, ovvero la tecnica di congelamento dei corpi umani, infatti, ha avallato l’obbiettivo di preservare la vita umana per un fantasmagorico risveglio in un futuro tecnologicamente avanzato.
Una sfida etica che potrebbe rendere vecchiaia e malattie solo un ricordo vintage di un passato lontanissimo! In tutto il mondo, sono già centinaia di migliaia le persone che si sono rivolte a strutture specializzate per prenotare il loro biglietto di sola andata per l’eternità, nel tentativo, forse azzardato, di annientare la morte. Tra di loro, anche la show-girl Elena Morali che, proprio qualche settimana fa, si è recata in Germania, presso un centro futuristico, per sondare il terreno e intervistare alcuni degli scienziati luminari del settore. Abbiamo deciso di raggiungerla per fare due chiacchiere con lei e scoprire qualcosa di più a riguardo.
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Elena, perché hai deciso di criocongelarti?
“Sin da bambina, sono sempre stata affascinata da tutto ciò che è futuristico. Ricordo che, quando la mia insegnante delle scuole medie ci spiegava l’Antico Egitto, mi perdevo nei miei sogni, pensando alla mummificazione che gli Egizi praticavano per conservare i corpi e proiettarsi nel loro mondo ultraterreno. E così, quando ho scoperto che è possibile criocongelarsi, ho iniziato ad informarmi accuratamente sul tema”.
Cosa hai scoperto sul processo di congelamento dei corpi?
“Anzitutto, che è economicamente accessibile a tutti. Attualmente, il costo totale dell’operazione supera di poco i 200mila euro, ma è possibile richiedere un’assicurazione e dilazionare il pagamento. Proprio qualche settimana fa, mi sono recata a Berlino, in Germania, per intervistare il dottor Emil Kendziorra, scienziato luminare del settore che ha fondato una struttura specializzata in Svizzera dove esegue la crioconservazione dei corpi umani, ma anche di quelli animali”.

Come funziona esattamente questa pratica?
“Il corpo dev’essere recuperato al massimo entro trentasei ore dal decesso in modo che un macchinario specializzato possa aspirarne tutto il sangue, prima di conservarlo nell’azoto liquido a -196 gradi per preservare le cellule cerebrali. Prima di dedicarsi alla crioconservazione, il dottor Kendziorra ha lavorato duramente per individuare cure efficaci per il cancro. Poi, ha deciso di dedicarsi alla crioconservazione, fondando la sua Tomorrow Bio, in Svizzera”.
Chi si rivolge a queste strutture?
“Individui di diversa estrazione sociale e censo. Soprattutto, persone che hanno patologie incurabili che sperano di poter curare in maniera risolutiva, risvegliandosi appunto tra cento o duecento anni, in un futuro più avanzato. Ma vi si rivolgono anche quelli che si augurano semplicemente di poter vivere più a lungo e rivedere la luce in un tempo lontano”.
Non hai paura di risvegliarti in un futuro troppo lontano e, quindi, estremamente diverso dal tempo storico che stai vivendo?
“In tanti mi hanno posto questa domanda, dicendomi che potrei risvegliarmi senza affetti cari né amici, in un mondo diverso da quello moderno. Io non ho paura, non mi spaventa l’idea che potrei ritrovarmi da sola perché, in fin dei conti, anche oggi, invecchiando, potremmo dover vivere in solitudine. Io impazzisco per le cose futuristiche, non le temo, ma trovo che siano una figata”
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Tornare in vita dopo la morte, in un futuro in cui le malattie che oggi uccidono l’uomo saranno debellate e l’invecchiamento potrà essere arrestato?
Secondo il medico 38enne tedesco Emil Kendziorra, potrebbe accadere: «Non ci sono ancora prove del fatto che non sarà possibile riportare in vita le persone crioconservate, in futuro». Lui e i dieci dipendenti della Tomorrow Biostasis GmbH, che ha sede a Berlino, si occupano di oltre 200 clienti che hanno deciso di sottoporsi alla crioconservazione dopo la morte. L’azienda non ha mai nascosto che si tratti solo di un’opportunità, e non ci sono certezze che possa funzionare.
Quello che offre la Tomorrow Biostasis è un servizio praticamente unico in Europa. «La concorrenza straniera è relativamente piccola qui», ha spiegato il medico al Frankfurter Allgemeine. «Ci sono solo alcuni club e alcune associazioni di volontariato». Altri fornitori di questo servizio si trovano principalmente negli Stati Uniti: i due maggiori ssono il Cryonics Institute e la società Alcor.
Tomorrow Biostasis ha clienti da tutta Europa: quello medio ha tra i 25 ed i 45 anni. Molti hanno un background tecnico: sono consulenti, scienziati, medici, informatici e ingegneri. Il 70 per cento di loro sono uomini. Secondo Kendziorra, si tratta di un settore destinato a crescere. Attualmente nel mondo sono circa 400 le persone crioconservate.
La procedura costa 200 mila euro, «la maggior parte dei quali va a una fondazione che investe il denaro per finanziare la conservazione delle salme per un periodo di tempo indefinito», spiega Kendziorra. Ai suoi detrattori, che lo accusano di trarre profitto con la speranza in qualcosa che non accadrà mai, lui risponde: «Potrei guadagnare meglio facendo altro». Ma anche lui ribadisce che si tratta di una scommessa «sulle tecnologie future»: «Non voglio che nessuno scelga la crioconservazione se non ne è consapevole».
Sono ancora necessarie molte ricerche: uno dei maggiori ostacoli da superare è quello del riscaldamento del corpo dopo la crioconservazione, senza causare danni. Poi, naturalmente, rimane il problema di invertire l’invecchiamento e superare le malattie. Secondo Kendziorra, non ci vorranno meno di 200 anni.
La crioconservazione è utilizzata da tempo per lo sperma, gli ovuli e gli embrioni. Ma secondo Stefan Schlatt, professore di medicina riproduttiva all’Università di Münster, non è realistico pensare che possa funzionare anche con organi e corpi interi, perché la loro complessità è troppo elevata. Ma, soprattutto, secondo lui, non rassegnarsi alla morte è un atteggiamento sbagliato nei confronti della vita: «È estremamente importante per l’evoluzione che gli esseri viventi muoiano e facciano spazio alla generazione successiva».
