
Non è più tempo di buoni propositi né di dibattiti teorici lasciati al libero arbitrio dei singoli parlamentari. Il messaggio che arriva da GayLib e dalla sua presidente onoraria, Francesca Pascale, è un vero e proprio ultimatum politico che colpisce al cuore Forza Italia e chiama in causa direttamente i suoi riferimenti morali e finanziari: Marina e Pier Silvio Berlusconi.
L’occasione è l’ultima intervista rilasciata da Pascale al Corriere della Sera, nella quale l’ex compagna di Silvio Berlusconi non usa mezzi termini per descrivere lo stallo del partito sui diritti civili. Un immobilismo che, secondo GayLib, tradisce l’eredità del liberalismo europeo su cui Forza Italia era nata e che oggi appare soffocata dal peso dell’ala più conservatrice.
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L’affondo contro la “vecchia guardia”
Pascale ripercorre con amarezza i tentativi, già nel 2013, di aggiornare l’agenda azzurra sui diritti insieme a figure come Alessandro Cecchi Paone e Vittorio Feltri. Un percorso di modernizzazione che si arenò rapidamente davanti alle resistenze interne: «L’ala del partito più conservatrice non la prese bene, vedi Gasparri… Berlusconi rideva sotto i baffi, però a un certo punto non poté più difendermi». Quella frattura, mai realmente sanata, oggi si trasforma in un’urgenza politica ed elettorale. GayLib sottolinea come un partito che ambisce a parlare al 2030 non possa continuare a ignorare temi centrali come il matrimonio egualitario, il contrasto all’omotransfobia e il riconoscimento dei figli delle famiglie arcobaleno.
Il ruolo dei figli di Berlusconi
La vera novità dello scenario politico sta nell’appello diretto ai figli del fondatore. Pascale è netta nel giudizio: l’attuale segreteria guidata da Antonio Tajani viene considerata “inadeguata” ad affrontare questa fase storica. La soluzione, secondo l’attivista, passerebbe da un ritorno alle origini, con una leadership forte e una rifondazione del partito.
«Mi piacerebbe che Marina e Pier Silvio entrassero a gamba tesa nel partito e rimettessero mano allo statuto, per resettare e ripartire con i congressi». Il rapporto con Marina Berlusconi, descritto come fondato su stima reciproca e confronto costante, rappresenterebbe il binario su cui far viaggiare la speranza di una svolta liberal-moderata capace di restituire credibilità a Forza Italia sui diritti civili.
Verso un nuovo assetto?
GayLib avverte che “il tempo è scaduto” per intercettare il voto di giovani e moderati che oggi si allontanano dalla politica o disertano le urne. Intanto, nei retroscena romani, si moltiplicano le ipotesi su un possibile avvicendamento ai vertici del partito. Tra i nomi che circolano c’è quello di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, indicato come possibile interprete di una nuova fase più dialogante e in sintonia con i valori del liberalismo europeo. Una prospettiva che accende le speranze del mondo queer vicino al centrodestra, ma che viene osservata con crescente sospetto dagli alleati di governo. Una svolta invocata anche dalle nuove generazioni azzurre, come dimostra il forte e appassionato intervento di Simone Leoni contro le posizioni di Roberto Vannacci.
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L’intervista di Francesca Pascale per Radio Pride
In questo contesto, riproponiamo l’intervista realizzata in redazione lo scorso 22 luglio con Francesca Pascale. Attivista e donna coraggiosa, Pascale si è raccontata ai microfoni di Radio Pride ripercorrendo la sua storia personale e il suo legame profondo con la comunità LGBTQIA+. Durante l’intervista ha spiegato come si è avvicinata all’attivismo e ha affrontato il delicato tema delle difficoltà vissute a causa della sua appartenenza politica: ostacoli che, anziché indebolirla, hanno rafforzato il suo impegno nella difesa dei diritti civili. Per Pascale il Pride non è solo una celebrazione dell’identità, ma un momento fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica e contrastare ogni forma di discriminazione.
Una testimonianza intensa, che invita a riflettere sull’urgenza di continuare a lottare per l’uguaglianza, la libertà e la dignità di tutte e tutti.
