
Dalle luci accecanti del successo alla caduta improvvisa, senza mai perdere la forza di rialzarsi. Costantino Vitagliano si racconta senza filtri in una recente intervista televisiva, ripercorrendo una parabola fatta di guadagni vertiginosi, errori di fiducia e una rinascita costruita sulle sue radici più autentiche.
«Nella mia vita ho guadagnato tantissimo – racconta – con i primi soldi ho comprato una Bentley e sei case. Ma anche io sono stato truffato e ho perso quasi un milione di euro». Un’ammissione diretta, che restituisce l’immagine di un uomo consapevole del proprio passato e pronto a fare i conti con le conseguenze di un successo arrivato troppo in fretta.
Negli anni d’oro della sua carriera, Vitagliano arrivava a incassare cifre impensabili: «C’è stato un periodo in cui guadagnavo anche ventimila euro solo per tagliare un nastro in discoteca. In una serata facevo più presenze». Un ritmo frenetico che lo aveva portato a diventare una vera macchina da eventi, tanto che «il palazzo che ospitava gli uffici della Lele Mora Management a Milano era quasi tutto mio».
Ma proprio l’abbondanza di denaro ha attirato le persone sbagliate. Costantino racconta di investimenti finiti male, affidati a chi considerava amici: locali, ristoranti, attività date in gestione a persone che lo rassicuravano dicendo che non c’erano guadagni. «I bilanci si chiudevano senza utili – spiega – mentre loro cambiavano macchine, giravano in Porsche quando fino a poco prima avevano un’utilitaria». Altri, improvvisamente, li ritrovava in vacanza negli atolli tropicali o negli hotel più lussuosi del mondo. «Era tutto fatto con i soldi rubati a me».
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Il colpo definitivo arriva con il crac di Lele Mora. Da lì, la fortuna di Vitagliano sembra dissolversi rapidamente, lasciandolo a fare i conti con un periodo buio anche dal punto di vista economico. «Mi sono trovato con un debito di diecimila euro al mese con il fisco», racconta. Eppure, nonostante tutto, non perde mai la lucidità.
A salvarlo, dice, sono state le sue origini. «Sono un ragazzo di periferia. Volevo comprare casa ai miei genitori, ma mia madre non ha mai voluto lasciare la sua». Un ricordo tenero e rivelatore: «Quando riuscivo, rarissime volte, a mandarla in albergo, il direttore mi chiamava stupito per dirmi che mia madre faceva le pulizie della camera prima ancora che venissero a rifare il letto».
Radici semplici, valori solidi. È da lì che Costantino Vitagliano ha trovato la forza di non impazzire e di ripartire. «Quelle radici mi hanno permesso di rialzarmi – conclude – anche quando, dopo aver avuto miliardi, ho perso tutto».