Il giudice unico di Perugia ha condannato l’avvocato Simone Pillon, attuale senatore della Lega, a 1.500 euro di multa per diffamazione nei confronti del circolo gay Omphalos per alcune affermazioni con le quali aveva commentato (quando ancora non era parlamentare) una loro iniziativa nelle scuole.
Disposto anche il risarcimento, da liquidarsi in sede civile, nei confronti dello stesso circolo e di un attivista, con una provvisione complessiva di 30 mila euro, al pagamento della quale il giudice ha subordinato la sospensione della pena.
“Difendere le famiglie dall’indottrinamento costa caro“: lo ha detto il senatore Simone Pillon dopo la condanna per diffamazione che gli è stata inflitta a Perugia. Il parlamentare ha assistito in aula alla lettura della sentenza. “E’ un primo grado – ha detto ancora Pillon – non una sentenza definitiva. Ci sarà spazio per l’appello“.
E dopo la condanna, il senatore ha pubblicato su Facebook il seguente status: “Sono stato condannato in primo grado per aver osato difendere la libertà educativa delle famiglie, che a quanto pare non possono più rifiutare l’indottrinamento gender propinato ai loro figli. Ricorreremo in appello, ma è proprio vero che certe condanne sono medaglie di guerra. Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario, diceva Orwell. Beh, io non mollo. E non mollerò mai“.
Peccato però che, e per fortuna molti se ne sono accorti, il senatore si è dimenticato di cambiare account quando ha commentato con un “Forza Simo” facendosi i “complimenti” da solo!