Bacio gay in abito tradizionale e strumentalizzazione elettorale. Nicola Mette: “inventai questo messaggio nel 2012”

Bacio gay in abito tradizionale e strumentalizzazione elettorale. Nicola Mette: “inventai questo messaggio nel 2012”

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Da cronachenuoresi.it

Il bacio gay tra due giovani uomini in abito tradizionale sardo in un manifesto per le comunali a Nuoro (in programma il 25 e 26 ottobre) coglie nel segno rimbalzando sulla stampa, che abbocca e, da una parte scatena polemiche ma dall’altra sortisce l’effetto e fa promozione indiretta.

LEGGI: Nuoro, è polemiche per un bacio gay su un manifesto: “L’omofobia è un problema cittadino”

È un’immagine provocatoria quella scelta da una delle liste candidate, come sottolinea il messaggio, che fa altrettanto discutere: “Orgogliosi delle nostre tradizioni, orgogliosi della nostra diversità“. E ancora: “Non bastano delle leggi contro un fenomeno già sviluppato servono soluzioni radicali. L’omofobia è un problema cittadino“.

Un’idea però che non è nuova: appartiene all’artista e performer Nicola Mette da sempre impegnato nella lotta all’omofobia che nel 2012, a Sindia, organizzò la performance “Libertade, paritade, sessualitade“.

MILANO 10 OTTOBRE 2020 Dalle ore 14:30 alle ore 17:00 Percorso performance: Sesto Rondò – San Babila – Duomo – Museo del 900 – Galleria Vittorio Emanuele II – Piazza della Scala. grazie a: Marko Urbani Makeup Artist Floriss Filippi assistente makeup artist FROCIO – FROSCIU – CAGHINERI è il titolo che l’artista sardo Nicola Mette ha scelto per la sua Performance/Azione che si terrà il 10 Ottobre per le vie di Milano. Una performance di denuncia nei confronti di tutte quelle persone che non accettano ancora l’amore “diverso” da quello “tradizionale” e si sentono in dovere di prendere in giro e picchiare, anche fino alla morte, chi semplicemente si ama. Nicola, Mattias – Marlon, Ciro – Maria Paola, Luca, Mauro, Bella, Foma, Abdullah, Paolo, Marisa, Nicolas, Ebrahim, Bageshri, Antonio, Amatullah, Luigi, Yuri, Nikita, Liev, Gaia, Angelo, Serena, Matteo, Akhila, Giada , Lorenzo, Mirko, Giulia, Seif, Boris, Arina, Dimitri, Ludmilla, Olga, Lidia, Natacha, Georgi, Igor, Abdul-ghafaar, habiba, Giada, Nasim, Ambud, Aradhana, Indrakshi, Armando Abdul-Mateen, Luca, Agostino, Wanda, Alessandra, Rosanna …… Un elenco interminabile di persone che ogni giorno subiscono soprusi omofobi o misogini da parte di familiari e non solo. In Italia, nel 2019, siamo arrivati a 94 femminicidi: uno ogni quattro giorni (365/94=3.88); e a 134 casi di aggressione a persone LGBTQIA+: uno ogni tre (365/134 =2,72) Algeria, Mauritania, Nigeria, Afganistan, Iran, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Algeria, Angola , Senegal, Singapore, Somalia, Sri Lanka, Sudan, Swaziland, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan, Zambia, Zimbabwe. Russia, Polonia ……. e altre nazioni sparse per il mondo, sono luoghi in cui le persone LGBTQIA+ vengono ancora perseguitate e uccise. Molti genitori non accettano i loro figli omosessuali che con coraggio di verità manifestano il proprio orientamento sessuale attraverso un coming-out pieno di amore e fiducia nei confronti della famiglia stessa. Sono troppe le persone che in questi anni hanno pagato a caro prezzo la lentezza di una politica disattenta se non, di fatto, corresponsabile di un’atmosfera discriminatoria e violenta. Violenza e discriminazione, purtroppo, sono ancora una realtà! L’artista, che nel suo paese nativo è stato bullizzato, picchiato, ricattato, sputato e isolato subendo violenze verbali, fisiche e sessuali è stato costretto, come tanti altri, a lasciare la propria città di origine per ritrovare un briciolo di serenità e speranza per il futuro. Egli stesso ha già denunciato con altre performance: (LIBERTADE PARIDADE SESSUALIDADE, Bosa, Sindia – ALBEGHESE, Borore – OMO- FOBIA, Oristano, NON SONO MALATO, Taloro (Nu) – CHI SONO IO PER GIUDICARE, Cagliari, Roma e Londra – KONZENTRATIONSLAGER, Borore (NU)…..) aspetti e dettagli di questa discriminazione omofobica. Ora torna con FROCIO, FROSCIU, CAGHINERI per ribadire la necessità di fermare tutto ciò! L’artista si presenterà al pubblico con il viso tumefatto; camminando mano nella mano con un altro uomo, in ricordo delle vittime di omofobia e misogina; dei calci, dei pugni e degli agguati subiti fuori scuola, per strada, in palestra durante la sua adolescenza vissuta in Sardegna. L’artista, con la sua azione, vuole gridare BASTA! Non è più tollerabile che l’omosessualità possa essere considerata, nel 2020 una vergogna!

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